Il Festival della Canzone Italiana nacque ufficialmente nel 1951 nel Salone delle Feste del Casinò di Sanremo, con l’obiettivo di rilanciare il turismo ligure dopo la guerra e di dare nuova linfa all’industria discografica italiana. La prima edizione, vinta da Nilla Pizzi con Grazie dei fiori, fu trasmessa solo in radio (Rete Rossa RAI) e le canzoni uscite subito dopo erano incise su dischi a 78 giri in gommalacca: pesanti, fragili, con una durata massima di circa 3–3½ minuti per lato.
In quegli anni pionieristici (1951–fine anni ’50), il 78 giri era ancora il supporto dominante in Italia. Ogni canzone di Sanremo veniva pubblicata immediatamente dopo la kermesse su questo formato: le copertine erano semplici, spesso illustrate con foto dei cantanti in abito da sera o smoking, e il retro ospitava di solito un altro brano dello stesso interprete. Artisti come Nilla Pizzi, Achille Togliani, Claudio Villa, Giacomo Rondinella, il Duo Fasano, Tonina Torrielli e Nunzio Gallo divennero volti e voci familiari grazie proprio a quei dischi che giravano nei juke-box, nei giradischi di casa e nelle sale da ballo.
A partire dal 1958–1959 il 45 giri in vinile (il famoso “singolo” da 7 pollici) iniziò a soppiantare rapidamente il 78 giri. Il passaggio fu quasi totale già nei primissimi anni ’60: il 45 giri era più leggero, più economico, più resistente e permetteva una qualità sonora nettamente superiore. Da quel momento in poi, per oltre trent’anni, il 45 giri fu il vero protagonista della discografia sanremese.
Le case discografiche (CGD, Ricordi, Durium, Philips, RCA Italiana, Carosello, Fonit Cetra, PDU, Ri-Fi, CBS, Ariston…) stampavano decine di migliaia di copie dei singoli in gara. Le canzoni vincitrici o più ascoltate vendevano centinaia di migliaia di copie (talvolta oltre il milione), entrando nelle classifiche dei dischi più venduti dell’anno e segnando intere generazioni.
Alcuni momenti-simbolo di quest’epoca dei 45 giri:
- 1958 – Nel blu dipinto di blu (Volare) di Domenico Modugno: probabilmente il 45 giri italiano più venduto e famoso nel mondo
- 1960 – Romantica (Umberto Bindi / Tony Dallara) e l’inizio della “scuola genovese”
- 1964 – Una lacrima sul viso di Bobby Solo (oltre 1 milione di copie)
- 1967 – Quando dico che ti amo di Annarita Spinola, ma soprattutto l’anno dopo arriverà il dramma di Luigi Tenco
- 1970 – Chi non lavora non fa l’amore di Adriano Celentano & Claudia Mori
- 1974 – Ciao cara come stai? di Iva Zanicchi e l’esplosione del “Sanremo da ascolto”
- 1984 – Ci sarà di Al Bano & Romina Power, enorme successo di vendite in 45 giri
- 1989–1992 – l’era di Eros Ramazzotti, Peppino di Capri, Ricchi e Poveri, Fiordaliso, Mietta, Paolo Vallesi, fino al ritorno in grande stile di Mia Martini con Gli uomini non cambiano (1992)
Fino ai primissimi anni ’90 il 45 giri rimase il formato principe per lanciare le canzoni di Sanremo. Solo verso il 1991–1993 si iniziò a percepire il declino: il CD singolo cominciava a diffondersi, le radio passavano sempre più ai compact disc e le vendite dei vinili calavano drasticamente. Nel 1993, con la vittoria di Enrico Ruggeri (Mistero), il 45 giri era ormai un formato residuale per il grande pubblico, anche se ancora prodotto in tirature limitate.
Dal 1951 al 1993 il Festival di Sanremo è stato quindi il più grande motore di produzione e vendita di 78 giri prima, e di 45 giri poi, nella storia della musica leggera italiana. Quelle piccole copertine colorate – con i titoli scritti a caratteri eleganti, le foto in bianco e nero o seppia dei cantanti, i loghi delle case discografiche – hanno raccontato quarant’anni di costume, sogni, mode, amori e rotture generazionali del nostro Paese.
Ancora oggi, sfogliare una collezione di 45 giri di Sanremo significa fare un viaggio nella memoria collettiva italiana: dal dopoguerra al boom economico, dagli anni di piombo alla Milano da bere, dalla melodia classica alla canzone d’autore, dal beat al pop, fino alle prime avvisaglie della rivoluzione digitale.
Quarantatré edizioni, migliaia di canzoni, milioni di dischi venduti… e un unico denominatore: Sanremo era (anche) un grande festival di vinile.