Nonno Rino e il nipotino: 100 anni di radio italiana raccontati con il cuore
Pubblicato da Musica in Mostra in Ricorrenze · Giovedì 27 Giu 2024 · minuti
Tags: Nonno, Rino, nipotino, radio, italiana, 100, anni, onde, radiofoniche, trasmissioni, 1924, radio, libere, guerra, ricostruzione, libro, Daniele, Sgherri, voce, del, cuore, secolo, 1924, 2024
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Immagina di sederti in una vecchia cucina, con una tazza di caffè fumante e una radio antica che gracchia ancora un po’. Davanti a te c’è nonno Rino, nato proprio nel 1924, l’anno in cui in Italia partivano le prime trasmissioni regolari dell’Unione Radiofonica Italiana da via Asiago a Roma. Accanto a lui, un bimbo di 6-7 anni con gli occhi spalancati: suo nipote. Insieme, partono per un viaggio incredibile, non in treno o in macchina, ma attraverso le parole, le canzoni e i ricordi che hanno riempito le case degli italiani per un intero secolo.
Questo è il cuore pulsante di “1924-2024. La voce di un secolo. Il racconto di 100 anni di radio”, il libro scritto da Daniele Sgherri (con i contributi di Paolo Tocco, Francesco Sansone e Sara Chiarei), pubblicato da Ergo Sum nel giugno 2024. Non è un saggio polveroso pieno di date e nomi: è una chiacchierata vera, calda, piena di aneddoti, emozioni e musica. Il nonno racconta al nipotino le prime trasmissioni sperimentali, quando la radio era una magia quasi incomprensibile; le voci eroiche durante la guerra che tenevano unite le famiglie; la gioia esplosiva della ricostruzione post-bellica; le grandi orchestre che facevano ballare l’Italia; l’arrivo dei cantautori che davano voce ai sogni dei giovani; le favole della buonanotte e la cronaca che entrava nelle case come un amico.
Daniele Sgherri, divulgatore musicale appassionato e ricercatore (conosciuto per i suoi lavori su Sanremo, canzoni censurate e la musica leggera italiana), sceglie un linguaggio semplice e diretto, perfetto per far rivivere al piccolo lettore (e a noi adulti) l’emozione di quando la radio era l’unico “schermo” sul mondo. Era il centro della vita familiare: ci si riuniva intorno all’apparecchio per ascoltare il Giro d’Italia, le partite, le canzoni di Sanremo, le notizie che cambiavano la storia.
Ma il libro è molto di più di una ricostruzione storica: è un passaggio di testimone. Nonno Rino trasmette al nipotino la passione per la parola detta, per il potere della musica che arriva dritta al cuore, per l’importanza di non dimenticare. In un’epoca di podcast, streaming e social, questo volumetto ci ricorda quanto la radio abbia educato, informato e consolato generazioni intere, restando sempre vicina, intima, umana.
Con sole 154 pagine in bianco e nero (formato comodo 15,24 x 22,86 cm), è un libro che si legge d’un fiato, ideale da regalare a nonni e nipoti, a chi ama la radio e a chi vuole scoprire un pezzo importante della nostra identità culturale.
Se anche tu hai un ricordo speciale legato a una voce radiofonica – magari Nonna Pina che cantava con Mina, o il nonno che commentava le partite con Carosio – questo libro ti farà sorridere, commuovere e forse accendere la radio vecchia in soffitta.
