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1955-2025: Settant'anni dopo, Sanremo 1955 rivive in un archivio di emozioni e 78 giri

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1955-2025: Settant'anni dopo, Sanremo 1955 rivive in un archivio di emozioni e 78 giri

Musica in Mostra – Vinili Italiani, 45 e 78 giri | Blog e Shop
Immagina di aprire un baule polveroso del 1955: dentro ci sono fotografie in bianco e nero sbiadite dal tempo, ritagli di giornale ingialliti, i vecchi 78 giri che gracchiano ancora melodie d'epoca. È esattamente questa la sensazione che regala “1955-2025. 70 anni di... Sanremo 1955”, il volume di Federico Pieri e Daniele Sgherri (con contributi di Paolo Tocco e Aldo Pedron), pubblicato da Musica in Mostra il 16 novembre 2025 (132 pagine a colori, formato ampio 20,96 x 27,94 cm, ISBN 979-8274656320). Non è un semplice ricordo nostalgico: è un archivio vivo, ricchissimo di dettagli mai raccolti prima, che fa rivivere la quinta edizione del Festival della Canzone Italiana, quella del 27-29 gennaio 1955 al Salone delle Feste del Casinò di Sanremo.

Erano gli anni in cui l'Italia usciva dalle macerie della guerra, la radio era il mezzo principale per diffondere la musica e il Festival – condotto da Armando Pizzo e Maria Giovannini – rappresentava un ponte tra la vecchia canzone melodica, quasi lirica, e i primi segnali di una modernità più leggera e popolare. Solo 16 canzoni in gara, 15 interpreti (alcuni doppiati), e un'atmosfera sospesa tra tradizione e cambiamento: non c'erano ancora i grandi arrangiamenti orchestrali o le tv a colori, ma già si sentiva il battito di un Paese che voleva ricominciare a sognare.

Al centro del libro, la ricostruzione filologica di ogni brano: i 78 giri originali commentati con precisione da veri collezionisti e ricercatori come Pieri e Sgherri (noti per i loro cataloghi enciclopedici su Musica in Mostra). Si parte dalla vincitrice assoluta, "Buongiorno tristezza" di Mario Panzeri, Morbello e Garinei, interpretata da Claudio Villa e Tullio Pane – un successo che vide Villa assente alla serata finale per indisposizione, lasciando Pane a raccogliere gli applausi. Al secondo posto "Il torrente" (sempre con Villa-Pane), al terzo "Canto nella valle" di Natalino Otto e Trio Aurora. Poi perle come "Incantatella", "Un cuore", "Due teste sul cuscino": ogni canzone è collocata nel suo contesto storico e culturale, con aneddoti, curiosità, testimonianze d'epoca, rassegna stampa originale e fotografie rare che catturano volti leggendari – Villa con la sua voce da tenore popolare, Pane con il suo stile napoletano passionale, gli orchestratori e direttori che davano vita a quegli arrangiamenti essenziali.

Il libro non si limita a elencare: intreccia storia della musica, costume nazionale e memoria collettiva. È un racconto giorno per giorno del Festival, arricchito da interviste inedite agli artisti (o ai loro eredi), che aggiungono quel tocco umano e personale. In un'Italia del boom economico alle porte, Sanremo 1955 era già uno specchio della società: canzoni che parlavano di amore, tristezza, natura, con un linguaggio semplice ma capace di emozionare milioni di ascoltatori radunati intorno alla radio.

Pensato per appassionati, collezionisti, studiosi e per chi vuole riscoprire un Sanremo "che non c’è più", questo volume è un gioiello: 132 pagine a colori che trasformano il passato in qualcosa di tangibile, quasi da ascoltare. Sfogliandolo, sentirai quasi il fruscio del disco a 78 giri, l'applauso del Casinò, l'emozione di un'Italia che attraverso la canzone trovava la sua voce.


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